Rendimento e caratteristiche delle obbligazioni Enel
Riportiamo un articolo dell'associazione di consumatori Altroconsumo in cui sono spiegate tutte le caratteristiche delle nuove obbligazioni Enel e sono forniti utili consigli per verificare l'effettiva convenienza di investire in obbligazioni Enel.
Ecco il testo dell'articolo in versione integrale:
Enel lancia due emissioni obbligazionarie riservate ai piccoli risparmiatori: una è a tasso fisso e l'altra a tasso variabile. Quest'ultima non è interessante. La prima non è male, ma sul mercato si trova di meglio.
Investimento minimo: 1.000 euro Da lunedì 15 febbraio fino al 26 febbraio è possibile sottoscrivere le nuove obbligazioni a tasso fisso Enel TF 2010-2016 e quelle a tasso variabile Enel TV 2010-2016, entrambe della durata di 6 anni. L'investimento minimo è di 2.000 euro, pari a due obbligazioni da 1.000 euro. Entrambi i bond, terminato il processo di collocamento, verranno quotate a Piazza Affari sul segmento Mot.
Le cedole, e il prezzo di collocamento del bond a tasso fisso, non sono note. Basandoci sulle indicazioni fornite nel prospetto informativo abbiamo però fatto delle ipotesi (i dettagli sono in nota alla tabella).
Tasso fisso: dal 2,86% al 3,87% netto Nel migliore dei casi, prezzo di collocamento pari a 99,1 e cedola lorda del 4,25%, il bond renderà il 3,87% netto dalle tasse (4,42% lordo). Nella peggiore delle ipotesi, prezzo di collocamento pari a 99,9 e cedola lorda del 3,25%, il rendimento netto sarà pari al 2,86% netto (3,27% lordo). Non ci sono commissioni di sottoscrizione. Qual è il rendimento più probabile? Secondo noi, tenendo conto del fatto che probabilmente la domanda sarà elevata, dovrebbe essere intorno al 3,3% netto (3,78% lordo). Vale la pena?
La durata non è un problema: è solo di poco inferiore a quella che consigliamo per le obbligazioni in euro (7-10 anni). E come rendimento? Secondo l'agenzia Moody, Enel ha un rating - giudizio sull'affidabilità del pagatore - di A2 (il nostro "discreta"). È lo stesso rating dello Stato greco i cui titoli di Stato a 6 anni rendono ancora oggi, nonostante le voci di "salvataggio" il 4,89%: ben più di quanto il bond Enel possa rendere nella migliore delle ipotesi. Chi non ha già titoli greci per il 20% del portafoglio, compri questi ultimi e lasci stare l'obbligazione Enel.
Gli altri possono invece sottoscriverla. Il rendimento è superiore o in linea con quello di bond di pari scadenza di società con rating lievemente inferiore a Enel: le obbligazioni di Atlantia, Veolia e A2A (A3 secondo Moody) rendono acquistate sul mercato, rispettivamente il 2,96%, 2,92% e 3,55% netto da tasse e spese d'acquisto dello 0,5%. Un BTp di pari durata rende il 2,60% netto (il rating dello Stato è "ottimo"). Inoltre l'obbligazione Enel con scadenza settembre 2016 scambiata a Piazza Affari, se acquistata oggi, al netto di tasse e commissioni d'acquisto, rende il 3,03% (investimento minimo 50.000 euro). Ricordatevi di andare in banca al più presto: il periodo di sottoscrizione, in caso di elevata domanda, potrebbe essere accorciato.
Tasso variabile: una scommessa sull'euribor Sconsigliamo invece di sottoscrivere l'obbligazione a tasso variabile. Il bond staccherà una cedola semestrale pari al tasso euribor a 6 mesi, oggi l'1%, più un extra rendimento tra lo 0,65% e l'1,25%. Per chi vuole tenerla per 6 anni, il rendimento, facendo un'ipotesi di crescita del tasso euribor dello 0,2% ogni semestre, dovrebbe essere in linea con quello del BTp, che però vi garantisce quel rendimento.
Un investimento a tasso variabile va però valuatato sul breve periodo, quello di durata delle cedole: 6 mesi. Anche in questo caso il bond Enel non è interessante. Il rendimento, tenendo conto che dovrete rivenderlo sul mercato pagando quindi le commissioni bancarie, sarà intorno, proprio ad andar bene, allo 0,5% netto. Pur non considerando i conti deposito che offrono tassi promozionali per nuovi clienti, sul mercato c'è di meglio: il Rendimax vi offre sulla stessa durata un rendimento dello 0,81%. È vero che questo tasso lo decide la banca, ma bene o male segue sempre l'andamento del mercato. È vero che Banca Ifis, che è dietro al Rendimax, ha un rating inferiore a quello di Enel, ma comunque siete coperti dal fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 103.291,38 euro. Inoltre tenente conto che col conto di deposito prelevate e versate quando volete senza spese. Fonte: Altroconsumo
17 / 02 / 2010
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