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Prestiti Inpdap

L'Inpdap è storicamente l'ente previdenziale dei dipendenti pubblici.

Dal 1° gennaio 2012 l'Inpdap è confluito all'interno dell'INPS in seguito al decreto Salva Italia, anche se continua a svolgere per il momento le sue attività, che principalmente sono quelle di erogare le pensioni dei dipendenti pubblici, di occuparsi del trattamento di fine rapporto (TFR) e di fine servizio e di offrire mutui e prestiti agevolati sempre per i dipendenti pubblici.

I finanziamenti Inpdap sono rivolti a dipendenti pubblici, anche pensionati, e alle loro famiglie.

Possono essere erogati direttamente dall'ente o da banche e istituti di credito convenzionati.

Esistono 3 tipologie di prestito Inpdap:

  1. Piccolo prestito
  2. Prestiti pluriennali diretti
  3. Prestiti pluriennali garantiti

Il piccolo prestito può essere chiesto da tutti i dipendenti ed i pensionati pubblici e può essere rimborsato in 12, 24, 36 o 48 rate. L'importo massimo che si può chiedere è pari al valore di una mensilità netta media dello stipendio o della pensione se si intende restituirlo in 12 mesi. Può arrivare al valore di 2 mensilità se restituito in 2 mesi, e così via fino a 48 mesi. Il tasso di interesse nominale annuo in vigore attualmente è del 4,25% a cui bisogna aggiungere uno 0,50% per le spese di amministrazione.

Il prestito pluriennale diretto si può chiedere solo se si hanno 4 anni di anzianità di servizio e di versamento contributivo alla gestione unitaria.Può essere rimborsato in 5 o 10 anni e l'importo massimo che si può chiedere è che si può rimborsare con rate mensili non superiori al quinto del proprio stipendio. Il tasso di interesse in questo caso è del 3,50% a cui aggiungere anche in questo caso uno 0,50% per le spese amministrative.

Il prestito pluriennale garantito è concesso non direttamete dall'Ente ma da isitituti di credito convenzionati ed il tasso di interesse può variare tra istituto e istituto. Il prestito è garantito contro il rischio di decesso prima dell'estinzione, la cessazione del servizio senza diritto a pensione e la riduzione dello stipendio.


28 / 03 / 2012

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