Donne statali italiane in pensione a 65 anni dal 2012
L'Unione Europea non cede alle richieste del Ministro Sacconi ed impone all'Italia di parificare l'età pensionabile delle donne dipendenti statali a 65 anni, così come già succede agli uomini.
Le parole della vicepresidente della commissione UE Viviane Reding non lasciano spazio a dubbi e non cedono alle richieste di proroga del governo italiano: "Mi sembra ragionevole - ha affermato la Reding - dare tempo all'Italia fino a gennaio 2012. L'Italia ha avuto 20 anni per adeguarsi alle direttive UE, è ora che mettano ordine al loro sistema".
Ricordiamo che il nostro Governo aveva varato una legge che prevedeva questo passaggio al 2018, lasciando per altri 6 anni che le donne andassero in pensione a 60 anni.
In questi casi ci saranno naturalmente molte polemiche e la rabbia di chi, di punto in bianco, si vede davanti altri 5 anni di lavoro e non di pensione. Del resto, in linea di principio, non si può non essere d'accordo con questa sentenza che guida l'Italia verso un adeguamento necessario e ragionevole e speriamo che l'opposizione una volta tanto possa mettere da parte polemiche sterili e strumentali, sarebbe un bel segno di maturità politica.
Quello che il Governo potrebbe studiare sono invece delle azioni premianti per chi si trova penalizzata improvvisamente solo perchè ha l'età sbagliata nel momento sbagliato: se è vero che da qualcuno bisogna pur cominciare, è altrettanto vero che lo Stato potrebbe almeno incentivare queste lavoratrici con un bonus economico che possa limitare la rabbia per questa beffa. Ad esempio si potrebbe pensare ad un abbattimento o almeno ad una riduzione drastica di quanto normalmente si versa all'INPS.
08 / 06 / 2010
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