Come aderire ad una class action
Consumatori alla riscossa grazie al ministro Brunetta! Potrebbe essere questa la sintesi di ciò che accadrà se la proposta del ministro contenuta nel ddl Sviluppo diventerà legge. I consumatori italiani potranno infatti chiamare direttamente in giudizio i concessionari dei pubblici servizi associandosi con gli altri cittadini che stanno subendo lo stesso disagio. Obiettivo della riforma garantire uno strumento di pressione sugli apparati pubblici e di conseguenza una maggiore efficienza dei servizi pubblici. Ma che cosa si più ottenere attraverso l’azione collettiva pubblica? Non denaro purtroppo, ma sicuramente il ripristino delle condizioni di efficienza e di corretta erogazione del servizio. Per ottenere un risarcimento bisognerà comunque procedere con una causa separata, o individuale o con class action ordinaria. Anche la class action privata è una forma di tutela ancora poco utilizzata e soprattutto poco pubblicizzata. Ma come si fa a partecipare ad una class action? E’ molto semplice: la richiesta, spesso ad opera di un’associazione di consumatori, deve essere depositata presso uno degli 11 tribunali abilitati. Una volta che il tribunale ha verificato i requisiti di ammissibilità e prima di tutto l’interesse di classe, ne dà opportuna pubblicità e concede 120 giorni di tempo affinché chi ne ha interesse possa aderirvi. I vantaggi di una class action sono prima di tutto economici, perché si abbattono le spese legali, ma anche e soprattutto derivanti dal fatto che l’unione fa la forza, e che centinaia o migliaia di cittadini porteranno testimonianze e ragioni tali da rendere più facile un esito positivo della causa.
04 / 11 / 2009
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